Reietto e solingo

Rallenterà quel tempo
e ridondante espanderà
l'implacabile stillicidio
...goccia a goccia
eroderà quell'alma
disadorna quiete e sentimento
e spettro dannato si rivolterà
nel suo scrigno di silenzio.
Arrancheranno i giorni
dove urlerà quella taciturna assenza
e graffierà quel cuor reietto
nell'eremo della melanconia.
Frastornerà il rimbombo
di quella mesta melodia
e nel suo funereo scrigno
avvizzirrà
striminzito, esile seme germogliato
tra i sassi sterili
di una landa desolata
dove non vide mai luce la speranza.
Eppure... indosserà ricordo di rosee aurore
e simile a raro prezioso fiore
espanderà rimanendo custodito
tra le pagine di un romanzo mai finito...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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andrea ristori3 agosto 2013
molto intensa, sentita, vissuta, le parole sembrano possedere una loro autonomia, una loro forza interiore che si esplica in maniera efficacemente drammaturgica e poeticamente realistica, un atto di verismo letterario.
