Vacanze nel passato

vecchio e umile
era il castello,
come la principessa
soffiava il suo velo .
La notte vi era
focosa e ardente,
di diamante vi erano dipinte
le tende,
e il suo sorriso vi era pungente .
La vidi correre
sul fiume del sogno,
un piccolo seme,
un dolce germoglio.
Lei amava l'inganno fedele,
e di danza sudava
come una ribelle.
Ballai con lei
nell'umile prato,
mentre mi raccontava
del suo amore sperato.
Il sorriso degli alberi
incantava le labbra,
trionfava l'alba,
ma non finiva la giornata!
Con passi leggiadri
scappò dal terreno,
mentre la pioggia generava veleno.
Mai più la vidi,
mai più la pensai,
ma un sogno lontano
per sempre avrai!
©
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Commenti (1)
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sergio garbellini6 agosto 2013
Un racconto in chiave poetica molto sobrio e divinamente melodico. Versi teneri che scivolano sotto l'occhio discreto del lettore e lasciano una dolcezza nell'animo, scritta con molta fantasia e ricca di sensazioni, piaciuta.