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Smetteva di piovere nella mia stanza,
la porta si apriva con solita costanza ...
volevo spegnere la luce ma era un pensiero contorto.
Era uno che parlava troppo e s’immaginava già morto.
Adesso mi guarda come di cristallo,
m’inchioda i sensi urlando il suo essere maresciallo.
Ho sete ma il deserto della sua mente mi rende pazza,
credevo di voler leggere il futuro in una tazza
ma ho salutato il tutto per parlare troppo come un attempato in piazza.
Così tanti cambiamenti senza valore,
volevo dipingere la mia vita e con essa il suo cuore.
Mi sono fatta adottare dalla natura,
mi ha resa feroce e senza paura.
Mi ha legato il petto alle porte dell’inferno
E mi ha lasciata respirare la libertà del desiderio.
Era uno che parlava troppo ma non voleva essere zoppo.
Mi dondolavo come una filosofa sulle labbra del mare,
odiavo quel sole che mi voleva comandare,
amavo la luna che mi lasciava sbagliare.
Eravamo due che parlavano troppo sotto il padre pioppo. | 

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| julia |
29/08/2017 15:35| 1743 |
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