All'ombra della grande quercia
Al chiaror della luna
lasci il notturno tepore
e su un barroccio malandato
migri lentamente
verso feraci campi e secolari ulivi.
Solo la voce del silenzio
ti accompagna per la via
e tu stringi quelle briglie di solitudine
per sentirti forte... per sentirti vivo.
All’orizzonte
si desta un raggio di sole
e tu respiri già gocce di sudore
quelle mani, volto della tua terra
raccontano te,
grande Quercia dallo stesso nome mio.
E quando le ombre
accarezzano un purpureo cielo
il suono del sonaglio
già annuncia il tuo ritorno:
è festa in quelle mura
e il tuo cuor già si allieta
alla vista dei tuoi bambini
che urlano “papà!”
O come vorrei vivere per un attimo
la poesia di quelle sere,
io che ti ho conosciuto canuto, stanco
e perso tra le rughe della tua età
Oggi più che mai ripenso all’ultimo tuo battito
che ha acceso l’eterno tuo silenzio
e tra spine di ricordi tendo le mie mani
in cerca del tuo abbraccio
che un dì mi condurrà tra gli azzurri campi
e lì mi riposerò
all’ombra... della tua grande Quercia
©
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