Angeli
Quei volti
che continuamente ritornano
nelle mie trafelate notti,
all’alba muoiono
come le caduche foglie
di un malinconico autunno
Nell'idiosincrasia
del tempo che cavalca
sul dorso dei miei anni,
seguirò il dolce librarsi
delle vostre ali:
solo così la mia anima inquieta
troverà l'anelata pace
Errando
tra i vicoli del centro antico,
le rughe calcigne
dei centenari muri
narrano l’eterno oblìo
del vostro retaggio:
sacchi colmi di grano e di speranza
sotto un sole canicolare
o note di nenie notturne
al lieve crepitar
del fuoco nel camino
Oggi
siete zingari del cielo:
continuate a pavesare di ricordi
questo mio mondo smunto
e mesto di malinconia
e anche se
non vedrò più i vostri volti,
ascolterò ancora le vostre voci
non tra viuzze scalcinate di memorie
ma tra i vicoli solitari
del mio cuore
©
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