Ferale s'appresta

Ferale s'appresta quel giorno a venire
mentre querulo trascinerà l'istante
scevro di quel programmar costante
nel mulinar di vita...
e compariranno ancora nel mio cielo
cirri burrascosi e nembi
il turbinar di raffiche ventose
e grandinate graffianti a iosa
ma lungi sarà da me ogni riparo...
impresse come chiodi le parole
dissacrano la fronte
...spine dolenti
e stille vermiglie
a grondar sull'arida fonte...
ed è dissesto tra rivoltate zolle
come erpice che scava solchi profondi
...chiusa incoerente
di poema già finito...
sopperirò agli eventi
mettendo al dolore un bavaglio
e tumulando sotto lastra di cemento
gli arditi sogni
finché spero avrà fine il lungo travaglio...
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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