L'attesa

La stanca luce
che come fiamma langue
nell'illuminar il portone
di quell'umido vicolo,
dove si ferma il tempo
pervasi da odor di alloro e gerani
che decorano i vecchi balconi
lusso d'un tempo che fu,
vecchi palazzi silenti,
dalle alte volte e dai muri di fortezza
dove una parola fa eco
perdendosi nella grandezza della corte,
l'attesa irrequieta s'infrange
come onda fragorosa a contar i secondi
che venga concessa alla vista
l'ondeggiar della tua ombra,
sfuggente, da quello sterile lume
mentre si pensan altisonanti parole d'amore
cantate dal miagolìo del gatto,
che si ferma a guardarmi, nell'attimo in cui fugge lesto,
cacciato e mai catturato da un vecchio randagio
che conosce gli stenti d'una vita vissuta
ai margini di un disconnesso marciapiedi
inumidito dalla nebbia d'autunno,
e mentre gioco con le sue foglie caduche
il vecchio albero pare voler dire qualcosa
suoni sconnessi animati dalla brezza serale
mentre stringo a me un mazzo di fiori,
immerso nell'attesa senza fine
in questi attimi senza tempo
ad ingannar l'eternità
nell'attesa di veder apparir ineguagliabile meraviglia.
©
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L'autore
Miky 71
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