Homo homini lupus?
A volte basta uno sguardo...e le parole diventano superflue. Ma le parole delle poesie sono altro: ti prendono e ti portano via, dove vogliono loro - e anche dove vuoi tu... E si rinnova l'incanto.
Commenti (8)
Quando la poetica si nutre di riflessioni e pone al centro tematiche di spessore per favorire uno scambio vicendevole di sensazioni che si ripercuotono con enfasi nell'universo percettivo del lettore.
certo le nostre coscienze se ne stanno tranquille e beate ...facendo finta di non vedere non sentire... il popolo degli invisibili... gente che a volte per scelte proprie, ma spesso per una società che si comporta come le nostre coscenze, sono costretti a vivere senza alcun aiuto, emarginati dal mondo ...bella lirica tema forte trattato molto bene dalla valente poetessa...
Un poetare intenso e significativo, in una lirica che scuote le coscienze spero solo assopite! Versi denuncia che leggo con immenso piacere.
È una poesia che invita noi tutti ad una grande riflessione e incita noi tutti alla solidarietà. Dobbiamo una volta per tutte cominciare ad aiutare gli altri, iniziare a spogliarci come il poverello d'assisi di beni materiali e condividere anche il poco che abbiamo e questo è un passo personale, ma dobbiamo lottare affinché i potenti non lascino solo briciole a chi è fuori dalla ruota che stritola se non si è produttivi . Aggiungo che non facciamo nulla e che subiamo tante ingiustizie e i più deboli le subiscono maggiormente. Grande poeta!
essendo un reduce, non posso esimermi da questa riflessione la fame, l'essere disadattato è sempre più spesso una condizione attuale Se prima il male della società ricadeva per scelta o a sventurati oggi sono sempre di più le persone che si trovano in questa situazione e noi? noi come prima, chiudiamo gli occhi e tiriamo avanti, perchè? perché il mondo è difficile la vita è carica di problemi... perché il mio bene viene prima del gruppo... inutile dire che sbagliamo da sempre
PoesIa di spessore, tanto apprezzata. Plauso all'autrice e alla sua sensibilità che sempre emerge
Vero è che non amiamo il prossimo nostro come noi stessi. Mondo di indifferenti senza cuore, al massimo una monetina, per far tacere la coscienza
Più che mai oggi, assuefatti al malessere, richiudiamo in appositi luoghi dolore, sofferenza, morte, vecchiaia, misera... posti reali o luoghi dell'anima non v'è differenza. Basta una parola di vacuo pietismo o una epidermica solidarietà, effimera e transitoria come uno sguardo fugace e subito cancellato da mille autogiustificazioni... siamo così bravi in questo. Fino a quando il problema non sfonda la porta di casa...






