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Riflessioni 10 agosto 2013 · lettura 1 min · 2028 letture

Homo homini lupus?

Fiammetta Campione 450 poesie pubblicate
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seduto a terra, mucchietto d’ossa in un angolo di strada occhi senza vita fissano il vuoto non vedono nulla se non la tua fame sei un rifiuto del mondo in fila tra i dimenticati quelli che è preferibile non sapere che esistono che respirano che ci guardano e implorano aiuto... meglio non curarsi delle tue costole in bellavista meglio non sapere che per te essere nato è stata una sventura voltarsi per non vedere esumando inutili scusanti per archiviare il senso di colpa - e non sciuparsi la villeggiatura.
#Aiuto#Altruismo
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un’autocritica, un esame di coscienza…

L'autore
Fiammetta Campione

A volte basta uno sguardo...e le parole diventano superflue. Ma le parole delle poesie sono altro: ti prendono e ti portano via, dove vogliono loro - e anche dove vuoi tu... E si rinnova l'incanto.

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Commenti (8)

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Francesco Rossi10 agosto 2013

Quando la poetica si nutre di riflessioni e pone al centro tematiche di spessore per favorire uno scambio vicendevole di sensazioni che si ripercuotono con enfasi nell'universo percettivo del lettore.

carla composto10 agosto 2013

certo le nostre coscienze se ne stanno tranquille e beate ...facendo finta di non vedere non sentire... il popolo degli invisibili... gente che a volte per scelte proprie, ma spesso per una società che si comporta come le nostre coscenze, sono costretti a vivere senza alcun aiuto, emarginati dal mondo ...bella lirica tema forte trattato molto bene dalla valente poetessa...

Rohara11 agosto 2013

Un poetare intenso e significativo, in una lirica che scuote le coscienze spero solo assopite! Versi denuncia che leggo con immenso piacere.

P
Paolo Morganti11 agosto 2013

È una poesia che invita noi tutti ad una grande riflessione e incita noi tutti alla solidarietà. Dobbiamo una volta per tutte cominciare ad aiutare gli altri, iniziare a spogliarci come il poverello d'assisi di beni materiali e condividere anche il poco che abbiamo e questo è un passo personale, ma dobbiamo lottare affinché i potenti non lascino solo briciole a chi è fuori dalla ruota che stritola se non si è produttivi . Aggiungo che non facciamo nulla e che subiamo tante ingiustizie e i più deboli le subiscono maggiormente. Grande poeta!

EnzoL11 agosto 2013

essendo un reduce, non posso esimermi da questa riflessione la fame, l'essere disadattato è sempre più spesso una condizione attuale Se prima il male della società ricadeva per scelta o a sventurati oggi sono sempre di più le persone che si trovano in questa situazione e noi? noi come prima, chiudiamo gli occhi e tiriamo avanti, perchè? perché il mondo è difficile la vita è carica di problemi... perché il mio bene viene prima del gruppo... inutile dire che sbagliamo da sempre

Rita Stanzione12 agosto 2013

PoesIa di spessore, tanto apprezzata. Plauso all'autrice e alla sua sensibilità che sempre emerge

D
Delinquente12 agosto 2013

Vero è che non amiamo il prossimo nostro come noi stessi. Mondo di indifferenti senza cuore, al massimo una monetina, per far tacere la coscienza

nemesiel12 agosto 2013

Più che mai oggi, assuefatti al malessere, richiudiamo in appositi luoghi dolore, sofferenza, morte, vecchiaia, misera... posti reali o luoghi dell'anima non v'è differenza. Basta una parola di vacuo pietismo o una epidermica solidarietà, effimera e transitoria come uno sguardo fugace e subito cancellato da mille autogiustificazioni... siamo così bravi in questo. Fino a quando il problema non sfonda la porta di casa...