La mia mano nella tua
Questo spazio mio
inespugnabile
che mi appartiene quanto le ossa
Chiunque vi è entrato
mi ha lasciato
una sberla o una carezza
mi ha lasciato una punta del suo mondo
come un pezzo di luna
oscurato da una nuvola
ma tu,
tu mi hai lasciato qualcosa di più
tu mi hai lasciato i tuoi occhi
che guardavano verso l’infinito
e dentro me.
Cosa ti ho lasciato io
che non si è perso
nel caos dell’indefinito?
La mia mano è rimasta nella tua
come ultima volontà di sopravvivenza?
Non ne sono certa
Infermieri, medici, becchini
o la terra umida
in un ultimo atto di violenza
sono riusciti a cancellare
la verità?
Sono rimasta sull’uscio
ad ascoltare una voce,
la tua
mi giunge solo il tuo silenzio
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sandrine Novelli11 agosto 2013
Stupenda poesia, seppure in quel suo ineluttabile, irrisolto eterno patire!
Francesco Rossi11 agosto 2013
Ottima poesia. Chiunque entra dentro la nostra intimità lascia segni. La poetessa poeta con garbo estremo entrando a contatto diretto dell'intimità del cuore profondendo poetica mirabile.
Lilly C Arcudi11 agosto 2013
Ognuno lascia un segno indelebile che sia sgarbato o carezzevole ma il vero amore lascia un segno magico nella profondità dell'animo e lì si custodisce in eterno. Bellissima, profonda e commovente lirica molto apprezzata.


