Andare via

è il tormento di un pendolo
quello che ha resuscitato
il mio orgoglio colpendolo!
Lasciare il mare
per andare, e luoghi visitare.
Sentirsi le mani
fra nebbie e ostacoli
dei miei pensieri,
strade folli e molti forestieri.
Lacrime profonde
che sprofondano le mie guance
rosse di vergogna,
mentre il mio destino sogna.
Il cristallo dei miei occhi,
hanno dato l'inizio
alla battaglia delle emozioni,
delle future generazioni
e delle delusioni!
Sentire il rumore
delle ruote
della mia valigia,
che accarezzano quella strada
illuminata di malinconia,
dove correvo di paura,
e dove ballavo di felicità,
dove sotto la pioggia
ho fatto amicizia
con l'onore e la forza!
Sono stata in guerra,
ferita e stanca ho lasciato
il fuoco sotto i miei piedi.
Adesso dove ho versato
i miei sogni,
dove ho abbandonato
i miei peccati,
cresceranno cespugli
folti di vera allegria
e incantati come la triste nostalgia.
Il sole getta cascate d'oro,
dove i fulmini hanno lasciato amarezze .
Sono felice di chiudere le porte,
di incontrare gente più forte,
e di capire la mia sorte!
©
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Commenti (3)
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Marco Vidotto14 agosto 2013
Versi gentili che descrivono la vita come un lungo viaggio nel quale si incontrano tante persone con le quali confrontarsi e a volte anche arrabbiarsi... ma la vita è proprio questo..."a ognuno scoprire il proprio destino".
Francesco Rossi14 agosto 2013
Quanta umiltà in questi versi sciorinati con passione e trasporto in poetica coinvolgente.
C
Copia Conforme18 agosto 2013
Il pendolo che mi muove e "colpisce" ad intervalli regolari, nel suo complesso si tratta di una Poesia che da una panoramica sul recidere il cordone ombelicale e partire per fare nuove esperienze, un recidere non senza difficoltà. Sono versi scritti abbastanza bene, anche la chiusa non è male!

