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Riflessioni 17 agosto 2013 · lettura 1 min · 1978 letture

La stanza di un albergo

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India 406 poesie pubblicate
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La stanza di un albergo è una puttana accoglie a gambe aperte anonimi avventori purché paganti La stanza di un albergo nelle sue pareti frigide raccoglie amori clandestini prime notti di nozze lamenti o risa sguaiate donne o uomini soli La stanza di un albergo ha un numero come i deportati ad Auschwitz come i giocatori di football come le lotterie La stanza di un albergo ha una storia chissà quanti amori sono nati quanti si sono sciolti quanti bambini sono stati fecondati Chissà quanti che l’hanno abitata sono falliti, sono morti sono diventati famosi Chissà quanti vi hanno scritto una poesia hanno pregato, hanno pianto hanno progettato un suicidio un omicidio Chissà quanti se la sono scordata
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Tanta della mia malinconia nasce da quel villino inserito in un villaggio turistico (la 44). Mia madre vi ha abitato per 19 stagioni estive Era la sua stanza. Da quando è venuta a mancare passo spesso nel giardino di quella villetta ed un via vai di gente che non conosco, ma certamente con una sua storia. La sua stanza è diventata una puttana. Questo mi rattrista molto.

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Commenti (4)

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Annamaria Gennaioli17 agosto 2013

Una riflessione veritiera che mi ha colpito, come spesso tutto passa sotto tono come quella stanza di albergo.

Annamaria Gennaioli17 agosto 2013

Francesco Rossi17 agosto 2013

Se vuole essere una riflessione allora la poetessa sguaina la sciabola per combattere contro i luoghi comuni e offrire al lettore l'esito del duello con considerazioni veritiere e puntuali verseggiate con stile.

Sandrine Novelli17 agosto 2013

Attenta scarnificazione dell'autrice di sentimenti e sensazioni sul vissuto in una stanza d'albergo, belle immagini che rendono al lettore un soffermarsi ora greve, ora più lieve su oggetti e vita quotidiana, non sempre "pensati"! Eppure non è il Viavai in sè, bensì è la stessa Vita del vivere ch'è memoria d'ogni "ospitato"