Quella cosa che qualcuno chiama amore
Hariseldom
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Quei guanti che getti dopo una volta sola
per non sporcare le mani
dal nero delle melanzane.
Le strisce sottili
e il sale grosso
e i ragazzi che sono cresciuti
e i barattoli di vetro.
Non ci sono rose
nel vaso
non pranzi al ristorante del mare
vacanze
o gioielli da comperare.
Quelle melanzane lucide
da spellare
e le punte con le spine da evitare
e la fatica
mentre guardiamo la televisione
in un giorno
che non somiglia
a una festa in un prato.
E le idiozie che mi tocca sentire
e i grandi poeti che parlano d'amore
davanti a una cena elegante
in un ristorante con le candele
e la musica dei violini.
Non hanno arretrati
bollette
o figli da laurerare
con i loro conti sempre a posto
e l'aperitivo al bar con le amiche.
Questa cosa
che qualcuno chiama amore
è la spazzatura da portare
i figli da educare
e le mille preoccupazioni
che non ci fanno dormire
ma solo qualcuno
solo qualcuno lo può capire
il resto
fa solo finta
d'amare.
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Hariseldom
Commenti (1)
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Sara Acireale19 agosto 2013
Condivido Poeta, quella cosa che qualcuno chiama amore è quello che tu dici: sono le melenzane da spellare, la spazzatura da buttare, le bollette che non si riescono a pagare eppure... nonostante tutto rimane quella voglia di continuare a stare assieme, di dividere il peso perché in due diventa più leggero, di guardare negli occhi la donna amata e farle capire che è l'unica, nonostante gli anni, il peso che è aumentato, il grigiore di giorni sempre uguali...

