Amarezza
Conversazioni vuote come le attese
sogni che fanno da scudo
Vetri opachi per osservatori stanchi
ennesima illusione che non porta rabbia
Voci che raccontano tante verità
un'unica bugia a cui credere
Poi il buio dell'incapacità di credere
Segue l'assenza di ogni dolore
stringi i pugni e cade la sabbia
Infiniti granelli si schiantano al suolo
gli infiniti pezzi della tua dignità
L'alba non ti appartiene
è tutt'uno con il tramonto
e ti ripeti che è solo amarezza
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
P
Tutte le opere →
L'autore
Pepita
Sono nata circa quarant'anni fa..in un paesino ai piedi dell'Irpinia. Il terremoto dell'ottanta sembra averne cambiato i costumi. Avevo 8 anni quando c'è stato il terremoto e le cose che ricordo del periodo precedente sono le donne dai fianchi larghi che portavano lunghe vesti e coprivano capelli lunghi e grigi nono
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!