Estraneità
Stranieri non si nasce,
si diventa.
Destino o colpa?
Bene o male?
Spinti sulla via
ad essa non v'è scampo,
strappati da sè stessi
bisogna ritrovarsi,
l'individuo o la follia
altra non v'è uscita.
Cammini per strade deserte
alla ricerca del mondo,
ne odi le voci,
ne desideri i suoni,
temi il tuo percorso
e vorresti rientrare,
ma le tue buffe maschere
e le tue goffe pose
stridono e stonano
in quella bolgia infernale.
Ne ignori il linguaggio
e le piccole astuzie,
sei fra loro come un bambino,
che non sa ancora parlare,
in ciò che non t'ha preso
non potrai suonar sincero.
Abbandoni per sempre quel mondo chiassoso
ed affronti tremante la tua via solitaria.
Indaghi ed osservi vigile ed attento
e ad ogni incidente aumenti il tuo senso del niente
ed il tuo distacco dal mondo è via via più profondo
e come uno straniero capitato per caso
ti trovi senza parole su ciò che l'uom vuole.
Ma ancora odi le voci e desideri i suoni,
brami il concerto che offre tale contesto
e ti dilani dentro questa frattura
senza mai trovare un pò di frescura.
Il tuo sogno è smarrirti nel mondo,
ritrovare il mondo e che il mondo ti trovi.
La tua realtà è esserne lontano,
ma una sola è la tua missione,
proseguire la tua strada
e che la solitudine
sia la tua unica compagna.
©
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Commenti (1)
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Salvatore Ambrosino15 aprile 2007
«Quanto sono vere queste parole... Stranieri non si nasce, si diventa. Destino o colpa? ’»
