« come un'ostia »
pomeriggio tardi
quasi sera
cammino per la strada
rumore di foglie
e un foglio
scolorito
e dimenticato
è il canto
bianca
è la luna
in cielo
lavata
dalla mia incredulità
accarezzo una mano
sfioro un corpo
ricolmo di dolore
è il calice
è presto
per dimenticare
è tardi
per sorridere ancora.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
B
Benedetta Cavazza Miciamalvina16 aprile 2007
sono sincera la trovo di un pathos seducente e tenerissimo..piena di sofferenza ma anche lodevole accettazione del dolore..non rassegnazione..saggezza.