Imperterrita staglia

Brulle e incolte stendono
le zolle settembrine
che già trovano riparo
i frutti contadini.
Lacera e immota staglia
solinga e stramba figura
col tronco di legno e paglia
foriera di iattura
in quel sostar spettrale.
Posa che in croce impone
la stasi innaturale
erge allampanata e strana
né muove né s'allontana.
Sta sghemba, stracciata e lisa
sfoggiando ghigno di stoppa
e sotto la sgualcita tesa
giammai vedran quegli occhi.
Tra corvi, augelli e cornacchie
per l'impassibile foggia
di rigido spauracchio...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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