La donna del padre
Hariseldom
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Guardava sempre la luna
la donna del padre
la sua gonna era troppo corta
e lui era un anarchico poeta.
La gambe erano il suo tepore
l'anima di un marinaio
senza diploma.
Lei era il desiderio proibito
e la sua carne
era calda come nirvana.
Maletta luna
e le sue gambe scoperte
maledetto balcone
maledette le sue tette.
Di quel desiderio diffuso
implacabile e acerbo
diede sfogo all'improvviso
e la donna inarcò la sua schiena
mentre un vento lontano
portava della Libia l'odore
e cammelli sulla collina
spiavano i due amanti.
Mai piacere fu per lui maggiore
mai senso di colpa
più feroce attore
ma lei l'accolse
e lui la possedette tutta la notte
senza riposare
sino all'aurora.
Partì al mattino
senza smettere di odorare il cuscino
dove lei si era poggiata
e dove lei
l'amore gli aveva rubato.
Maledetta luna
maledetto amore
e maledetto deserto
che poco dopo l'accolto.
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