Mia bella Recco

Ti ho ancor vista stasera
nell'abbraccio del mare
in quel scampolo estivo
così linda, così pura
col sentor suggestivo di sale.
Oh, mio bel lungomare di Recco...
quell'andar piano piano
a due passi dall'onda, che riluce barbagli,
quanto gaudio v'è per gli occhi
e... così blando anche il vento lusinga,
l'aria sprizza salmastra e in odor settembrino
coi suoi schizzi par che pianga...
già nostalgico assale un rimpianto
nel ciarliero passeggio straniero
e chi s'appresta con cruccio al congedo,
ammaliato da quel sole e dal mare,
parla ancor di tornare.
Diggià specchia il serale proscenio
nella quieta laguna al riparo
e di natura quel fulgido premio
è riflesso in ogni sguardo d'amante
e col languor ne esalta i sospiri.
Ma già espande allettante
il sentor di focaccia
che seguaci assai ghiotti... procaccia.
Quante trilla gioiose
e fanciulle sulla rena che brilla
e il frusciar assai cheto
di risacca a battigia
che ancor ammalia e che culla...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Silvia De Angelis1 settembre 2013
Bellissime, quanto intense immagini in poesia, nella dedica alla propria terra natale Poesia apprezzata

