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Introspezione 17 aprile 2007 · lettura 1 min · 1043 letture

Veleno

V
Vondur 376 poesie pubblicate
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Arde il mio corpo lacerato dalla peste, dolcemente strapazzato da uno sciame di vespe Del latte materno m'innietto nelle vene, in una perversa agonia tra lacci e catene Assaporo con violenza la letale pozione, soffocando beato sotto uno specchio d'ottone Ai bagliori di un'ironica mattina, canto e mi affogo nella benzina Per il tuo sangue acerbo che mi fa impazzire, m'avveleno d'inchiostro ma non riesco a morire
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Commenti (2)

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O
Oliviero Angelo Fuina17 aprile 2007

Colpito dal lessico duro ma nel contempo addolcito musicalmente da rime e assonanze del 2 e 4 verso di ogni strofa. Belle le immagini tattili ed immaginifiche che ci consegni per il tuo tormento che nella chiusa svela la causa nel suo sangue acerbo, nell'impeto emotivo di morti e rinascite. Molto piaciuta.

Leaf17 aprile 2007

mi avveleno d’inchiostro ma non riesco a morire... due versi che chiudono, simili al destino, il tuo canto triste e rabbioso, fortemente introspettivo, assolutamente impietoso.Molto interessante, come sempre...