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Spirituali 1 settembre 2013 · lettura 2 min · 1940 letture

E venne un uomo

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Era sul finire l'estate l'acqua del mare era fredda, le spiagge con poca gente, nemmeno tanti bambini a fare castelli. Donne con vestiti leggeri più seducenti dei loro costumi. Gabbiani diretti a sud in tre tra gli scogli, con il sole al tramonto e le ali protese. E venne un uomo, la maglia nera i capelli pochi e corti, lo sguardo di chi legge le poesie nel mare. Sedette tra noi, ci parlò della vita e della morte; del dolore e del profumo degli amori vissuti al mattino. Ci parlò delle guerre, della fame dei nostri pasti recenti di quel nosto modo di chiamare amore il piacere divino del sesso. Aveva occhi profondi e odorava di cedri, di legni d'oriente, ci chiese chi volesse andare, ci chiese se eravamo disposti a morire dalla parte sbagliata del confine. Una donna gli domandò se credeva in Dio ma lui non rispose la guardò negli occhi e lei si innamorò di lui. Ora sulla spiaggia rimane, dietro la barca di un pescatore, la cenere ardente di un bivacco di gente. Il gabbiano è andato a dormire in questa strana notte da ultima cena. Quell'uomo non era un Dio, ma un nostro rimorso ed è per questo che decidemmo di seguirlo.
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