L’etica
Giovanni Chianese
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Vorrei volare nella luce
tra infuocate lingue del sole
diventerei pioggia d’amore
per questa arida terra
Ascolterei il caro estinto
perito senza compassione
sotto sguardi indiscreti
di sviscerata borghesia
Fuggirei dal mondo
rarefatto d’estetismo
che calpesta l’istinto
del compatimento
Al tramonto girerei
l’anima dormiente al sole
godrei del felice tepore
come fanno i girasoli
Ecco cosa farei
per noi schiavi confratelli
calpestati dall’indifferenza
ritroveremmo universale pace
conservando integrità personale
e naturali diritti inalienabili
È fuga di ribellione
questo monito all’umanità
nessuna legge potrà cambiare
individuali guai
e disumani comportamenti
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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Francesco Rossi5 settembre 2013
Io trovo che il poeta abbia esternato con chiarezza un punto di vista reale e sentito da chi riesce a percepire il senso di inadeguatezza dei valori che vengono proposti in una società sempre più portata verso le divisioni e le disuguaglianze.

