Napalm
L'anima mi hai desertificato!
Come Napalm, guidato da
mano fredda ed assassina,
hai disintegrato il viver mio
passato, trascorso ad adorarti,
ed il mio futuro, di sogni affastellato
che non vedranno più la luce.
Nell'ultima delle mie stagioni,
scioccamente, ho ritenuto che
amarti oltre ogni limite fosse
possibile ed a te era dovuto.
Oggi, sei venuta a portarmi
la morte, ma io non la vedrò,
resa invisibile dalla mente, che
dal cuore ormai si è dissociata.
Frammenti di me, ora permangono,
sparsi su un terreno ove nulla
crescere potrà per un tempo indefinito.
Anche il camposanto, hai negato al
corpo mio, ed io polvere sarò che
nell'infinito spazia, non domandando
nè pianto né tantomeno fiori.
Innalza pure il tuo canto di vittoria,
e alla danza più sfrenata lasciati andare,
ma rammenta: la mia morte non potrà
mai procurarti pace!
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Commenti (3)
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Nadia Mazzocco5 settembre 2013
Un diamante per il Sito, segnalo! Ho apprezzato molto questa poesia molto toccante e drammatica, scritta con l'anima, la conservo per rileggerla.
Gianna Occhipinti5 settembre 2013
Dolenti note accarezzano l'asfalto di questo cuore, prima giardino fiorito di fragranze meravigliose. Nonostante tutto, il profumo è rimasto, inebria di sentimenti puri e profondi... sebbene la tristezza lo reprima. Bellissima!
Marinella Fois10 settembre 2017
Una toccante lirica, che faccio mia. Mi rivedo in ogni verso, straziato e sofferto! Plauso all'autore o autrice .


