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Morte 5 settembre 2013 · lettura 1 min · 864 letture

Ho perso la mia unica figlia

D
Delinquente 56 poesie pubblicate
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Non capisco perché Te la sei presa la mia Bambina Riuscirò mai a perdonarti? Ammiro chi nella fede trova consolazione Pur senza peccato Sono stato castigato E questo dolore che mi cresce nel cuore Non capisco perché Te la sei presa la mia bambina Riuscirò mai a perdonarti? Esecrabile sentimento Profonda avversione Continuo a soffrire Continuo a vivere Questo mio inferno Ogni giorno più inutile
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Ad un mio amico. Che non riesce dopo 4 anni a nominar la sua bambina senza piangere. Aveva 46 alla sua morte ma l'ha sempre chiamata la mia Bambina

D
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Delinquente
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Commenti (4)

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carla composto6 settembre 2013

credo non esista dolore più grande... carne della tua carne ...non si può metabolizzare... anche io conosco il dolore ho perso una parte di me da 9 anni ed é come se fpsse ieri... bella lirica ...un'implorazione, la richiesta di un perché che tocca il cuore...

Sara Acireale6 settembre 2013

Il sensibile Poeta prova empatia per l'amico che ha perduto la figlia e ancora dopo quattro anni, non riesce a farsene una ragione. È straziante, insopportabile perdere un figlio, è come se ti fosse strappato un pezzo della tua carne. Il Poeta mette in versi questo strazio, questo dolore immane... Non si può dare una risposta alla ribellione dell'amico, si può soltanto in silenzio stargli vicino. Versi che mi hanno toccato profondamente il cuore...

Patrizia Ensoli6 settembre 2013

Ci sono perdite alle quali non ci si può rassegnare ci sono dolori, in questo caso neppure si può immaginare che piantano le radici profondamente... Personalmente penso che anche dopo 100 anni il pianto sarebbe come l'attimo in cui si è perduto un bene così prezioso!

Emanuele Martina7 settembre 2013

toccante, forte, in questi casi è difficile trovar le parole, le risposte, solo domande, solo lacrime...