Nel sol che muore e nasce
Giovanni Chianese
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Nel sol che muore e nasce
dormiveglia d’un passato
gode tra fresche foglie di rugiada
Infinito è il mio ricordo
Brillantante lunatico
scruta nella quieta mente
danzano neuroni a specchio
nell’oscurata stanza
Si accendono stelle
tra ricordi e pensieri
scrollano istinti emozionali d’un passato
su candida soffitta
Gocce d’acqua di vecchie melodie
cadono sul letto fatiscente d’un vissuto
spossante il condensato
ora evapora al sole di cromatica aurora
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (2)
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Silvia De Angelis6 settembre 2013
Emozioni intense, e rinnovate del profondo, delineate dall'autore con saggia maestria poetica... Poesia piaciutissima
Patrizia Ensoli7 settembre 2013
Molto bella la metafora ciclica del giorno e quelle stelle che si addensano nella carta carbone lasciando tracce indelebili di ciò che si è stati sfogliando poi le pagine, cogliendo il succo della nostra vita.


