Risacca
Perso,
galleggio senza peso,
gli occhi saturi di cielo,
a respirare muschio ed umori ferini:
sopra di me, amazzone padrona,
mi lasci sprofondare dentro il tuo ventre avido;
ti inarchi a sguainarmi alla punta
e quindi mi riaffondi
baciando con labbra tumide e viscose
l'elsa rigonfia.
Sei un'onda di risacca
che mi risucchia l'anima dai lombi.
Lento,
ripetuto,
ampio ondeggiare
che stordisce i miei sensi,
mentre mi perdo
nel tuo gemito roco
e cadenzato.
L'onda ritorna,
l'antro si contrae,
trascina la risacca
miscele di umori...
E' senza tempo, ma cresce
il tuo cullare:
finquando la mia gioia
non può
che zampillare in te.
©
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Commenti (1)
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D
Daniela Cavazzi7 settembre 2013
Abbandonarsi alla passione, lasciandosi invadere dalla voglia di appartenersi... Trovo particolarmente evocativo il verso " Sei un'onda di risacca che mi risucchia l'anima dai lombi" . Bellissimo. E poi la chiusa... uno zampillare di gioia...