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Ribellione 7 settembre 2013 · lettura 1 min · 2249 letture

Sulla pelle

Emanuele Martina 281 poesie pubblicate
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Disegno sulla pelle la rabbia della mente scappando dalla gente che non mi vede e non mi sente Inutili parole riempiono la stanza nel vecchio bel paese avvolto dall’ignoranza I razzisti e i dittatori non son stati sui promontori a difender la bandiera dell’unica chimera Gli operai ed i contadini son morti sui gradini per difender un potere che gli ha legati in catene Né patria né bandiere ci fan mangiare e ci fan bere ma la mano di chi ti è accanto sarà a farti sentire meno affranto
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L'autore
Emanuele Martina

Sono nato il 27 maggio 1980 a Copertino(Lecce), ho sempre studiato e lavorato, ho superato 19 esami di giurispridenza senza laurearmi,a Maggio 2017 ho publicato la mia terza raccolta di poesie: NEGLI OCCHI DELLA NOTTE ,la mia più grande passione è ovviamente scivere: scrivere, scrivere sempre e di tutto. Scrivere pe

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Commenti (7)

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emmalisa lucchini7 settembre 2013

sulla pelle dove i potenti fanno affari... al potere fa comodo che il popolo rimanga ignorante. L'autore con questi versi solleva con grande incisività il problema dei lavoratori.!Apprezzata!

carla composto7 settembre 2013

una rabbia giusta alla quale mi sposo... versi belli intensi di una realtà raccapricciante ...molto apprezzata

D
Delinquente7 settembre 2013

Rime di ribellione / per un popolo vicino alla rivoluzione / che oramai solo ottusi governanti / spesso colti in dolo / lontani dal popolo Come il sentire di questa poesia

francesca maria soriani7 settembre 2013

Le parole urlate, incoerenti e prive di senso sembra vogliano coprire le malefatte di chi detiene un potere che sfrutta spesso proprio quella parte della società che per quel potere si è spesa. ma il cuore pulsante della poesia direi che è la chiusa, che riconosce nella solidarietà del vincolo fraterno l'unica strada che ristora l'anima e dà afflato alla vita

Alberto De Matteis7 settembre 2013

Una ribellione a fior di pelle per tutti i soprusi, un po' addolcita dall'affetto dei propri cari e dalla solidarietà umana.

Sara Acireale8 settembre 2013

Viviamo in un periodo di crisi profonda provocata da chi invece dichiarava di agire "per il bene degli italiani"...Il Poeta urla tutta la sua rabbia facendoci partecipi della sua ribellione. In questo balzello che è diventato "il nostro bel paese" ci sentiamo schiacciati e impotenti. È questo il momento di indignarci, di urlare e poi di agire affinché non vengano calpestati più i nostri diritti e la nostra dignità di cittadini... Condivido

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Poeta Mario Arena6 ottobre 2013

Splendida denuncia e grido di dolore per ciò a cui stiamo, inerti, assistendo. Per assenza di valori veri, ci stiamo aggrappando a chimere, Il risultato sarà LA DERIVA. Esaustiva la seconda strofa, in realtà sarebbe bastata a descrivere l'angoscia dei giorni nostri, in un paese che ha perso l'orientamento.