Parigi
Giuseppe Fulco
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Chissà in quale vita ti ho vissuta,
su quali scalini in gocce ti ho diluita,
nei bistrot ti ho abusata, ne son certo, accudita .
L’anima ti porta in grembo, mai ti ho taciuta .
Dei miei desii stipati all’ altare,
trattieni sotto la sottana le loro spose .
D’ ogni ricordo sottrai volubili pose,
sei tu zingara nelle mie brume ignare .
Eppure nacqui accanto ad una ninfa, figlia di Tifone,
che di Glauco il cuore spezzò.
Ivi il mare mi svezzò
e del vascello infante persi il timone .
Allor perché sì tanto languore,
astuto a celarsi
tra folti rovi di spine cosparsi,
lieto le vene mi percorre?
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L'autore
Giuseppe Fulco
Nasco il 27/02/1980 a Reggio Calabria. Trascorro i primi anni di vita con mia madre e mia sorella. Anni interrotti da brevi incontri con mio padre che per motivi di lavoro si trasferì in provincia di Cuneo pochi mesi dopo la mia nascita. All' età di cinque anni mi trasferìì definitivamente con tutta la famiglia nella
Commenti (1)
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Caterina Zappia11 settembre 2013
Parigi, fa sempre un certo effetto! Ma qui, c'è ben altro, un legame forte che smuove ricordi e alimenta passioni come fanno le stagioni che si alimentano della terra e rilasciano mutevoli sensazioni. piaciutissima!

