Deja- vu (ciliegio di sangue)
Nel pioppeto si frantuma la sera
spiovono d'oro gli ultimi raggi di sole
assorbiti dalla porpora grave dei prunus
in fiore
un pensiero mi tocca che già avevo avuto
tempo fa
ma non si era concluso
da tempo e tempo ti devo parole d'amore
e filtrano ore nello spazio- tempo
eppure
non è certa questa cosa che è già venuta a me
un deja- vu?
Echi di giorni chissà se mai vissuti
ogni sillaba mai detta risuona di concerti viaggianti
in sottofondi di ormai trascorsi intenti
ah!
il mio cuore è un ciliegio di sangue
attorno all'aria scoscesa
urtano
le sue scintille di luce
si scompongono in gigli di corallo danzanti
nell'azzurro che è ancora azzurro
ma non so ancora per quanto
abbandoniamo il sentiero del nostro tempo
senza tempo
per dissolverci ombre di luce nell'immenso
mentre quest'incompletezza dell'esistere resta
ambra e rugiada, sangue di ciliegio di fiamma che brucia
"timido cielo si nascondono
i tuoi piccoli amanti
a te."
©
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
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