E tu
E tu, che alla luce del mattino i suoi
occhi abbinavi.
E tu, che il tuo amore, con occhi
ancora insonnoliti, ogni giorno,
con un messaggio le cantavi.
E tu, che ogni suo desiderio
con premura, anticipavi ed
esaudivi.
E tu, che ovunque ti trovavi,
qualunque cosa tu facevi, la
sentivi accanto, si' da
interloquire, felice, con il cuore.
E tu, che al solo sfiorarla ti
inebriavi come fiore di campo
a primavera.
E tu, che anche la mela, come
fosse bimba, le sbucciavi.
Tu, dove sei finito? Nel cestino
della spazzatura, fra le bucce
di quelle tante mele.
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Commenti (3)
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Rohara15 settembre 2013
Versi incisivi per descrivere lo stato d'animo dell'autore in questo tete a tete con lo specchio di se stesso. L'essere oggetto ...o un cleenex usato e gettato nella spazzatura... amare situazioni vissute sulla pelle di noi donne... ma anche degli uomini capaci di provare sentimenti intensi e di soffrire come noi
Poesiaerre15 settembre 2013
Una lirica commovente... colpisce la sesta strofa. Quanta delicatezza e cura nel sbucciare la mela quasi a voler cibare la compagna col proprio amore!
Gianna Occhipinti16 settembre 2013
Non è vano ciò che si semina con amore anche se, per qualcuno, lo è ...L'amore non ha confini e si dona interamente alla persona amata. Le bucce sono quelle che rimangono a chi non comprende il Suo valore. Molto bella e raffinata poesia


