Unica consapevolezza
Ciò che sto scrivendo
può sembrare malinconico,
triste.
Ma non è così,
anzi è esattamente l'opposto.
Questo è un elogio a te,
veleno che non ha rimedio
pozione magica
a cui non esiste antidoto
ed al tempo stesso panacea
di mali esistenziali,
medicina amarissima
che non tutti sanno gustare.
Piccolo incanto dal passato e dal futuro indecifrabile,
a te che vivi solamente il presente,
che per me sei
ora, unicamente ricordo e vana ricerca.
Cosa resta di te,
adesso che
crollate sono le impalcature e le gabbie
del "io devo" di Kant,
dissolti nel nulla i paradossi Kafkiani
e la volontà rappresentativa di Schopenhauer.
Rimane
soltanto la vita,
cruda e crudele.
piena zeppa di seri ignoranti.
Non crucciarti,
me la caverò,
adesso che son diventato un saltimbanco
è un compito elementare.
Si tratta solo di affrontarla
col brio e la franchezza
che da te ho appreso,
pronto a vincere ed a perdere.
Sarò come il pubblico mi vuole,
spensierato ed arruffone
ed all'occorrenza
austero e minuzioso.
Per me,
serberò gelosamente,
la sola,
unica consapevolezza
di non saperti dimenticare
mai,
neanche volendo.
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