La tomba

Non è buio il tuo altrove,
ma una turchese armonia d’organo
e archi luminosi.
Ti fa da letto un granito indiano,
a lato della passeggiata muta.
Ricorda il sentiero
dei tuoi dove fioriti.
Quando il silenzio
si rompeva
al tuo unico divieto:
non devi seguirmi qui.
Qui, dove la terra incontra il cielo,
dove i miei occhi s’immergono nell’infinito.
E si fa luce l’epitaffio intonato che,
senza sapere,
avevi scelto come saluto.
E si fa nostalgia
la fotografia del tuo collo lungo.
Della tua bocca
che recitava Baudelaire.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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Francesco Rossi21 settembre 2013
Una poesia che inserita nella tematica "morte" riesce a stupire per i concetti espressi, poi la nota esplica le sensazioni che emergono e che sono intimamente percettibili.

