Tra quei filari del vecchio vigneto
Salvatore Orefice
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Quando verso sera
m'appisolo al ricordo
delle passate primavere,
mi par di udire
come un brusio di lontane voci
e un flautato
canto di merli.
Son voci della nostra
trascorsa fanciullezza,
quando prorompeva dai cuori
entusiasmo e vigore,
quando nei campi ci si rotolava
e solo aria pura
si respirava.
Son canti gorgheggianti
e melodiosi, d'un tempo lontano,
quando fino a sera si giocava
immersi nella natura,
colmi di gioia e con l'animo quieto
tra quei filari
del vecchio vigneto.
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L'autore
Salvatore Orefice
Sono nato il 16. 02. 1960 a Sessa Aurunca (CE), dove tuttora vivo con la mia famiglia. L’interesse per la poesia è per me quasi un istinto naturale, nel tempo libero dedico qualche ora alla stesura di brevi versi, con la semplicità che da sempre mi contraddistingue.
Commenti (1)
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Agnese Iannone21 settembre 2013
Mi emoziona questa melodiosa e dolce poesia che rievoca gli anni più felici, spensierati della vita, quando da bambini ci nascondevamo tra i filari d' un vigneto e sentivamo il canto dei vignaioli in allegria. Si respirava aria di felicità. Stupenda la natura e la poesia! Complimenti! S+ F

