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Sociale 22 settembre 2013 · lettura 1 min · 1956 letture

Uomo cibernetico

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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L’andare stanco delle parole nella storia è un dolore vano l’aria ferma dei soldati in battaglia ripeto il grido senza suono quello dell’uomo l’ho dimenticato; mura raccontano le ossa che il mare raccoglie.
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Clara Gismondi
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Commenti (4)

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Copia Conforme22 settembre 2013

Questo testo richiede molteplici letture al fine di un'adeguata comprensione del messaggio dell'Autrice. Interessante il contrasto del "grido senza suono"... generato dal clima mortifero e stantio dei "soldati in battaglia" (soldati racchiusi nel novero dell'umanità cibernetica). C'è da soffermarsi nel frazionamento sintattico dell'ultima strofa, quasi dando l'idea dell'emergere di un secondo contrasto evocativo (mura -mare) di pari dignità col primo.

Francesco Rossi22 settembre 2013

Nefasta per l'umanità è la guerra e la poetessa calandosi nel tessuto sociale poeta con cognizione e grande consapevolezza.

Silvia De Angelis23 settembre 2013

Un raffermare la tristezza di eventi, che si ripetono nel tempo, e che creano un grande disappunto interiore... Versi molto apprezzati

Rita Stanzione24 settembre 2013

Testo poetico pieno di significato... l'uomo, la sua umanità ceduta alla rovina. La guerra, sua nemica da sempre e mai allontanata. Condivido, con grande ammirazione per l'autrice.