E tu mi chiedesti di prenderti per mano
Francesco Falconetti
237 poesie pubblicate
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Aveva il sapore agrodolce
d’un frutto esotico mai assaggiato
quella candida preghiera,
flebile e sofferta,
mai prima profferta,
quand’eravamo lì,
soli.
E tu nel tuo letto,
di sofferenza già ricolmo,
di consapevole sentore di non ritorno,
mi guardasti,
come bambina timida e placata dal dolore
guarderebbe suo padre,
e nel dolore mi chiedesti la mano,
io figlio
tu madre
noi soli,
traditi dal dolore.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (1)
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Berta Biagini24 settembre 2013
Difficile non rimanere colpiti da questa sofferenza che l’autore condivide con noi – un passo della nostra vita al quale mai vorremmo assistere. Sentitissima.

