L'errore primordiale
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l'uomo ha dunque barattato se stesso? certamente! la domanda è: cosa ha avuto in cambio? né pace né senno, ahimé... si potrà avere pace e senno insieme? o siamo costretti a scegliere più o meno consapevolmente? ma poi, si può avere l'uno rinunciando all'altra? possiamo ribaltare la storia e ristabilire gli equilibri? abbiamo in noi tutto ciò che necessita, eppure cerchiamo in affanno un dio che ci dia prestigio e comodità a buon prezzo... il denaro??? ahi, che grave equivoco! temo che l'uomo scarichi troppo il proprio barile di colpe, e del giusto sappia veramente poco è tutto così terribilmente relativo (o no?) oddio quasi mi perdo, nella folla di pensieri e riflessioni, che questa poesia chiama a raccolta nella mia testa! touchée
Efficace trasposizione della misera condizione nella quale è caduto l'uomo. Una chiusa che richiama (fors'anche inconsciamente) il peccato della moglie di Lot che voltandosi disobbedì a Dio diventando una statua di sale...! Quindi... quasi un Dio che disobbedisce a se stesso andando a rinnegare la Sua stessa creatura creata.
versi che affondano diretti la lama nella piaga! di un'efficacia ed un'intensità che scuotono persino! da quel torpore esanime che ci travolge, da quell'incapacità di di trovare soluzioni, di contrastare quel baratto subdolo che lentamente ci sta annientando! abbiamo ceduto i nostri sani ideali, il nostro senso del giusto in cambio di pochi spiccioli e tante promesse!! e siamo ridotti così, anche Dio fa fatica a crederci!! davvero mirabile capolavoro!



