Attesa

Scavalcando la roccia
irta e crudele arrivo in cima
Tante volte guardo in basso
giù dov'era l'inferno
Il mio inferno, la tua assenza
l'illusione di un amore
Adesso il limbo dolce e sereno
aspetto che tutto o niente muti
mi aggrappo ad un incontro
Pochi minuti, dolce è il ricordo
Quotidianità senza emozioni
senza il fuoco dell'inferno
Il tepore iniziale, piacevole e dolce
si tramuta in ustione, dolore sordo
poi abitudine e assenza di dolore
immagini deturpate e dignità vendute
Le nostre passeggiate senza obiettivi
il limbo è l'attesa e riecco l'inferno
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L'autore
Pepita
Sono nata circa quarant'anni fa..in un paesino ai piedi dell'Irpinia. Il terremoto dell'ottanta sembra averne cambiato i costumi. Avevo 8 anni quando c'è stato il terremoto e le cose che ricordo del periodo precedente sono le donne dai fianchi larghi che portavano lunghe vesti e coprivano capelli lunghi e grigi nono
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