Gelido inferno

Mente in modo spudorato
il tempo oltre la finestra
anticipando quest'ore uggiose
e sommando giorni ingrigiti
colmi di raffiche impetuose.
Sferza e sibila sinistra
la gran burrasca nella testa
e monta marosi schiumanti
arrembando tumulto alle coste...
Termina la stagione
dei miti alisei
che cullavano con tenacia e passione
e tornano a spirare
tornado e cicloni
in spirali che s'aggirano devastando
e che turbinano nella mente
sconquassando
promotrici d'un insano livore...
e già ossida la ruggine del rancore.
Calano le brume
d'un lungo inverno
sul maldisposto cuore
sceso in un gelido inferno
senza ritorno
e si stempera nell'oblio
il sentore d'un dolce tepore...
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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