Falsa tu sei
Un tempo, queste mie mani
al solo sfiorarti, ti avrebbero
procurato brividi o aiutato
a scivolare in un sonno
confortante.
Oggi quel tuo corpo, che ti avevo
convinta essere superbo, mi disprezza.
E la tua mente vede come paradiso
il fuoco fatuo della giovinezza. Niente
vi è più in me che tu apprezzi.
E le tue parole, i gesti, gli ansimi di
cui mi circondavi un tempo, risuonano,
oggi, alle mie orecchie ed al mio cuore,
più false del miraggio che, l'assetato nel
deserto, illude.
Ora tu passi senza voltarti, ma presto
verrà il giorno in cui sarai costretta a
girarti per vedere di quanto squallore
hai intriso la tua vita.
Mi diceva un vecchio saggio: passano
i vent'anni e passano le venti lire!
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