La fontanella di Popoli
Hariseldom
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A Popoli,
Popoli è il mio paese,
c'era una fontanella
di fronte alla tabaccheria
di nonno mio.
L'acqua era gelata
ed un gelataio era all'angolo
di fronte alla fontanella
vendeva solo banane,
coppe del nonno,
e cremini.
La gelataia era una lattaia
vendeva latte
oltre al gelato,
aveva il seno grande
e il viso dolce,
sapeva di mamma buona.
C'era una fontanella
e mio nonno aveva un bicchiere
di quelli da osteria,
c'era un'osteria
vendeva il vino
la gassosa
i lupini e i semetti,
l'osteria della fontanella.
E c'era accanto a noi
una macelleria,
e io giocavo con i figli
da ragazzo,
uno di loro è morto.
C'erano i cortili
dove si giocava a giornaletti,
carte napoletane
e qualche volte
si faceva a botte.
A pallone no
a pallone s'andava da un'altra parte,
non era quello il luogo,
ma un altro slargo
prima del mulino.
Mio nonno vendeva il trinciato forte
le caramelline da un lira l'una
pescetti
funghetti
e mentine bianche.
E c'erano le cartoline
anche quelle con le signorine,
nascoste,
dietro
quelle della piazza.
A Popoli c'erano i comunisti,
quelli senza Dio,
monsignore diceva di star lontani
non pregavano Dio
e forse mangiavano i bambini,
ma io ci giocavo lo stesso
e non mi hanno mai mangiato.
E c'erano le fontanelle
le ragazze belle
a "montieballe"
per il Corso.
Io ero Spiccasaucicce
perché ero alto
e le salsicce s'appendevano ai ferri
io ero magro e alto.
C'erano le latterie, le osterie
gli amici che sono morti
i gamberi nel fiume
e c'erano i comunisti,
ma non mangiavano i bambini
no,
non mi hanno mai mangiato.
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