Tempi moderni
Un flusso prevalente
coi vertici appuntiti
penetra il futuro,
sopraffatte dall’urto
certe armonie di campi
guardano il sole
che più non entra nella stanza,
incorre oltre sereno
senza distinguere messaggi
di sogni alla deriva.
Nell’atrio l’internet
navigando
gratifica l’asfalto
agli occhi chiusi,
non informa la mano
parimenti
ma volta faccia
a raggi di deserti
dove nei campi
ha straripato
il fiume cellulare
che ha ridotto il globo
in una palla
di parole
mezza dipinta
mezza sgangherata.
©
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