Là dove il monte appisola
Là dove il monte appisola e il sonno è assai leggero
cova la calda cenere fiamme di dispiacere
una pineta placida si allunga stralunata
davanti a un golfo apatico lucente e inamidato.
Ginès s’affaccia, un’estasi, e la terrazza è mitica,
nera, la pietra, lavica, profonde le sue dita,
dal bosco a stento un fremito, le fantasie di vita,
e la distanza scarica un lumeggio da mito.
Il mare sotto spolvera tra Capri e Rovigliano
un nastro sole liquido di un rosso fuori mano
Graziella porge languida il seno esagerato
al figlio ancora piccolo che strilla a perdifiato.
Tutto qui scorre liquido: il sole dilatato,
il cielo, un cielo biblico, il vuoto, stramazzato,
Ginès stiracchia tenero un fiore, gli arti suoi,
occhieggia un rosso carico, la valeriana fiore.
Intorno tutto morbido, il verde, i toni, il cuore,
l’argento, bruma magica, solleva ed accalora,
come un amplesso estatico, quel senso mai tradito
sale dal fondo e provoca un lumeggiar di vita.
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L'autore
Salvatore Violante
Nasce a Boscotrecase (NA) nel 1943, vive a Terzigno in provincia di Napoli. Titoli di studio: Maturità Classica e Abilitazione Magistrale. Da universitario, non completa gli studi (Giurisprudenza a Napoli, Lettere a Salerno) preso dalla lotta politica e sindacale nelle fila della C.G.I.L. in quegli anni 60 che sembra
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