Natale
Da nà finestra su ner firmamento
nà stella s'è affacciata su la tera,
pè vède, se proprio in quer momento,
l’omo era in pace oppure s’era in guera.
Dattosi ch’era notte e la distanza,
nun è che la visione era perfetta,
n’abbraccio dato pè nà fratellanza
se poteva confonde pè nà stretta.
prese nà decisione sur momento:
me vado a sincerà proprio stasera;
vò sulla tera, disse in firmamento,
ho visto giù un bagliore che nun c’era.
Mise un vestito con strascico splendente,
siccome lèra un poco vanitosa,
se fece un po' più grande e appariscente
e pè vedesse, un po’ più luminosa.
Giù sulla tera incontro a quer bagliore
sorpresa pè la pace che regnava,
servì da guida a omini dè core
in viaggio pè nà fede che mancava.
Er viaggio se concluse in una grotta,
indov’era nato un bimbo poverello
(finito in croce, la sua vicenda è nota)
in mezzo alla paja tra un bove e un’asinello.
Dinanzi a quella pace e a quell’amore
la stella, rinfrancata e ormai sicura,
tornò ner celo senza più timore:
sono sicura che la pace dura.
©
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