E faccio il sognatore
E faccio il sognatore
mestiere dignitoso e faticoso
Non c'è sindacato, né riconoscimento
ma lo amo il mio lavoro
Mi tocca abbassare gli occhi però
quando, finito il lavoro, la realtà mi offre ristoro
Letti scomodi, e notti insonni
stanco dei troppi sogni, occhio non chiudo
Cammino a testa bassa
finito il lavoro, troppe ore
passate a sognare un futuro migliore
nessuno fugge dalla propria terra
nessuno muore per amore
Nessun barcone affonda
e i morti non si contano
Non c'è il riccone né il poveraccio
tutti umili viventi, con il mondo negli occhi
Solo un pennello e una tavolozza
colori sempre più vivi
Il nero non c'è mai, se non come sfondo alla luna
Ma io di mestiere faccio il sognatore...
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L'autore
Pepita
Sono nata circa quarant'anni fa..in un paesino ai piedi dell'Irpinia. Il terremoto dell'ottanta sembra averne cambiato i costumi. Avevo 8 anni quando c'è stato il terremoto e le cose che ricordo del periodo precedente sono le donne dai fianchi larghi che portavano lunghe vesti e coprivano capelli lunghi e grigi nono
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