E un po’ per destino

Non sapeva come,
ma era arrivato il momento.
Di dirgli del sogno bambino
che da sempre si portava dentro,
di quell’abito sontuoso e il pizzo.
Lui aveva lasciato sul davanzale le lamette da barba,
in attesa del ritorno.
Forse nella prossima vita,
sotto mentite spoglie,
per ingannare la sorte.
Che cosa appariva diverso,
dopo averlo visto?
Non c’erano che suoi suoni nella casa,
quello dei piedi scalzi, della moka,
e il sorriso.
Anche se lei poi aveva deciso di nascondersi nel silenzio,
un po’ per quel che si dice fiducia
e un po’ per destino.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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