La fotografia
Rocco Pulitanò
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Non sarà più...
solo una fotografia,
quando al mio passare
tra le stanze solitarie rese tristi da un addio,
incrocio il dolce sguardo del fanciullo
che mi osserva: è mio figlio!
Ben riposta dentro un quadro
è la sua fotografia.
Il suo sguardo mi cattura e come per incanto
io gli parlo sussurrando
con immensa nostalgia.
Nei suoi occhi grandi e neri
percepisco la tristezza, il dolore del distacco,
sembra quasi domandarmi ... dove sei.
Tu che adesso giungi a me a rinfrancare il cuore,
per la grande nostalgia che la vita ha reso buia,
per i giorni vuoti consumati dietro a fievoli speranze.
Nuovi pianti da sentire, occhi dolci da scrutare
e guance tonde e rosa ... io con gioia potrò baciare.
Non sarà più ...
una fotografia a dovermi ricordare
di quel tenero respiro che di notte incrociava il mio.
Ti ringrazio mio Signore per il dono che mi dai;
tante ninna nanna ancora nel risveglio della notte
io ... per lui, potrò cantare.
ai miei figli ...
©
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L'autore
Rocco Pulitanò
Scrivere è forse il solo momento di conciliazione che riesco a concedermi quando il dolore inquina i miei sogni. Mi aiuta ad essere meno ipocrita con me stesso, se mi illudo che la sofferenza sia solo un temporaneo appannaggio della felicità. Io che ho creduto d’ingannare il tempo, di rendere le distanze solo lunghe pa
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