Er. ventitre.’bucio. der. culo. aiuteme. te

M’è capitato de vede’ de tutto,
da quanno che so’ nata ... inzino adesso.
C’è chi ce mette er buro o lo strutto ...
e chi lo scovolino blu der cesso!
C’è chi ce manna l’SM. L.
sgancianno Silenziose Ma Letali.
Ce strisceno felici le donzelle,
er bancomatt, nei centri commerciali!
C’è chi lo rompe drento ar seminario.
Chi l’assicura a son de bijettoni.
Quarcuno l’usa pe’ sbarca’ er lunario ...
Marisa mia, ce stira i carzettoni!
Se poi, quarcuno, cià sbancato er lotto,
quanno ha azzeccato er terno pe’ Milano,
segno evidente che ... ce l’ha un po’ rotto ...
erbuciodersederederetano!!
L’ecologgista, che nun vo’ inquina’,
l’usa pe’ parcheggia’ la bicicletta!
Chi lo da a tutti solo pe’ bontà ...
chi gioca a pinghe- ponghe e ce sculetta!
Chi l’usa come portatovajoli,
chi invece l’usa pe’ tene’ er gelato.
Vedello oggi, come portafiori ...
ve giuro, che nun m’era capitato!!
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Commenti (1)
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sergio garbellini14 ottobre 2013
Una lirica spassosa, divertente e con il dialetto romanesco che la rende unica, versi che parlano da soli, con l'autrice che non disdegna di scendere nel gergo periferico con termini popolani alquanto caratteristici. Una Sabry sempre in forma con le sue poesie originali e ironiche che ci allieta e ci coinvolge. Sabry ricordati di me e salutami via tiburtina, .