Notterìa
come la volpe nella stia
(per ingenua malizia, dico io,
se m'immagino dio
danzare
sgualcire
la veste ordinaria
di chi è a nudo)
proclamiamo la libera predazione,
il movimento che avvicina la morte
brillante nella pelliccia sgusciante
a chi la riconosce colpevole
di evitare tagliola o rete.
E non è facile dire che non si sente niente,
nel senso in cui il silenzio serve
a afferrare le forme
evanescenti tra i denti
lasciando piume lucenti
o, nel delitto perfetto, nessuna traccia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!