Libecciata
Luciano Tarabella
944 poesie pubblicate
+ Segui
A vorte mi ci metto per scommessa,
mentre il libeccio incrina la Terrazza, (1)
a guardà verso ir mare che s'incazza
com'avesse le palle in una pressa.
Lì mi asca di dosso ogni corrazza
più quella strafottenza che ciò annessa
e sento che la vita è una promessa,
un dolore di denti che nun passa.
Cor vento nella ghigna, prepotente,
che spazza in ogni bùo la mì Livorno
a rischio di 'ascà lungo fottuto,
m'accorgo troppo più tranquillamente,
che i sett'otto probrémi che ciò intorno
un sono una tempesta... sono un ruto.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
s
sergio garbellini17 ottobre 2013
Splendida e perfetta tecnicamente parlando, ma anche ironica e simpatica per le particolari espressioni dialettali che tra una quartina e una terzina sprigionano un senso di ilarità. Versi che dipingono un momento di pausa e di riflessione guardando la natura e pensando a ciò che ci offre in contrasto con i problemi interiori che ci assillano, molto bella e ben scritta, complimentissimi.
