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Dialettali 17 ottobre 2013 · lettura 1 min · 2988 letture

Libecciata

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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A vorte mi ci metto per scommessa, mentre il libeccio incrina la Terrazza, (1) a guardà verso ir mare che s'incazza com'avesse le palle in una pressa. Lì mi asca di dosso ogni corrazza più quella strafottenza che ciò annessa e sento che la vita è una promessa, un dolore di denti che nun passa. Cor vento nella ghigna, prepotente, che spazza in ogni bùo la mì Livorno a rischio di 'ascà lungo fottuto, m'accorgo troppo più tranquillamente, che i sett'otto probrémi che ciò intorno un sono una tempesta... sono un ruto.
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1): sul mare, luogo ameno di Livorno sonetto in vernacolo livornese con un'assonanza all'ottavo verso.

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (1)

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sergio garbellini17 ottobre 2013

Splendida e perfetta tecnicamente parlando, ma anche ironica e simpatica per le particolari espressioni dialettali che tra una quartina e una terzina sprigionano un senso di ilarità. Versi che dipingono un momento di pausa e di riflessione guardando la natura e pensando a ciò che ci offre in contrasto con i problemi interiori che ci assillano, molto bella e ben scritta, complimentissimi.