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Riflessioni 18 ottobre 2013 · lettura 1 min · 1589 letture

Conquista della felicità

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Ana Stoppa 528 poesie pubblicate
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Conquista della felicità Mi rifiuto indossare il passato, Ancorare in qualsiasi porto, Perdere la fiamma della speranza, Solo per comodità. Dispenso le fantasie, Allegorie per poco, Simulazioni di gioia, Basta d’ingoiare tanto pianto, D’accettare l’indifferenza, Di fare le lunghe preghiere, Lamenti tra i denti, Demenza, scene assemblate, Speranza fabbricata, Rassegnata tra le griglie, Mani distese al vento. Mi vesto di luce e coraggio, Per trovare un nuovo nord, Con la faccia pulita ed il riso franco, Un mondo dipinto di bianco, Scarto delle maschere in ritardo, La pace fai radente nell’anima, Scintillano cristalli di verità, Faccia pulita, riso franco, Sepolte le allegorie, Smascherate le paure, Brillano le costellazioni, Aperte tutte le porte, Che conducono al tramonto. Illumina la mattina festevole, Sbocciano i caprifogli, Irrorati di tenerezza, Scalpellini di viola tricolore, Sdraiate nei giardini, Svegliano la mattina frettolosa, Pigolano gli uccelli, Rinuncia le maschere rustiche, Inutile per oggi, Momento di rinascere, Senza paura d’essere felice!
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L'autore
Ana Stoppa

Ana Maria Stoppa, nata a Santo André-SP, si scrive come Ana Stoppa, ítalo- brasiliana, Cittadina Onoraria del Municipio di Mauá-SP, nata a Mauá-SP, Direttrice dell’”Ação Social” 2016- 2918, Ordine degli Avvocati del Brasile, Santo André/SP,   Presidente Onorario – Brasile- Italia dalla Associazione Culturale On

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Commenti (2)

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Marco Della Fiore18 ottobre 2013

La versificazione a strati rivela un certo atteggiamento risoluto piuttosto funzionante al che costituire di questo testo un buon organismo testo/contenuto. Alcune immagini, quasi paradossalmente però, le ho trovate un po' deboli, nel senso che ho l'impressione che l'eccessivo accumulo elencativo palesi forse (contrariamente alla struttura giustapposta che lo sorregge), una non totale sicurezza del proposito rigenerativo. Sembra dire "non è ancora tutto alle spalle". Lo dico solo dal punto di vista della organicità della lirica, non nel senso di una psicologia da 4 soldi. La risolutezza che "canta" alla fine insomma, mi pare ancora un po' tremante. Testo forse ancora "giovane", concluderei. Personali impressioni s'intende. A rileggerla

Giovanni Monopoli18 ottobre 2013

riflessivo pensiero dell'essere, del suo essere presente rifiutando e litanie che deturpino la vita per la conquista della libertà interiore che possa fluire verso lidi gioiosi e meravigliosi ove la speranza di un mondo migliore la possa accogliere ... bella poesia