Il giardino che nessuno mai
Varco le soglie del mio essere
perduta, nella realtà che non mi aggrada.
Elegante, sono qualcuno che non ho conosciuto mai
e vado dove nessuno vuole che io vada.
Perdo coscienza ogni mattina,
vedo la morte in ogni vetrina,
vorrei recidere ogni angolo, rinchiudermi in cantina, scavare una buca nel giardino che nessuno mai.
Vado, capita che ritorni,
ma giorno dopo giorno vado,
senza riuscire a voltarmi se non per giocare a -tina,
bagnami, rugiada,
di un giorno nuovo che ti sputerò indietro urlando.
Dirò a tutti che mi hai tolto ieri
e tutti ti odieranno per questo.
Ti uccideranno urlando,
anche loro.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!